Filologia e linguistica dei testi Gǝʿǝz di età Aksumita. Il Pastore di Erma

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Massimo Villa
Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Scheda

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Editore: UniorPress

Collana: Studi Africanistici - Serie Etiopica, 10

Pagine: 330

Lingua: Italiana

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn:nbn:it:unina-25837

Abstract: Il Pastore di Erma, testo non canonico del Nuovo Testamento, fu composto a Roma in greco, probabilmente nel II sec. d.C., e tradotto in diverse lingue, tra cui il gǝʿǝz (o etiopico classico). È un’opera di cruciale rilevanza per la storia del cristianesimo delle origini, e la versione etiopica (Herma näbiy in gǝʿǝz) costituisce una fonte decisiva per la conoscenza del testo primitivo. In questo volume, che si inserisce all’interno di un filone di ricerca di recupero e studio della eredità letteraria aksumita, (ovvero di quei testi tradotti direttamente dal greco tra il IV e il VI-VII sec. circa, durante il periodo di fioritura del regno cristiano di Aksum), l’autore indaga sistematicamente i rapporti tra la versione etiopica e la sua Vorlage greca e censisce la tradizione manoscritta diretta della versione etiopica, fornendo una sintesi aggiornata dei progressi compiuti negli ultimi decenni in termini di ampliamento della base documentaria e proponendo uno stemma codicum della tradizione. Dopo aver illustrato l’insieme della tradizione indiretta del testo, ovvero le tracce di quest’ultimo in inventari storici, citazioni e allusioni nella letteratura etiopica del XIV-XV secolo, l’autore avanza alcune plausibili spiegazioni sull’irreversibile declino e la quasi estinzione del testo etiopico dal ‘500 in poi. Nel volume inoltre è posta particolare attenzione a quelle caratteristiche linguistiche, quali emergono dalla documentazione manoscritta filologicamente inquadrata, devianti dalla norma classica e con potenziale presunzione di arcaicità (il cosiddetto gǝʿǝz aksumita). In appendice è fornita l’edizione critica di una porzione del testo, la Visione III, condotta secondo un approccio ricostruttivo neo-lachmanniano.

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Profilo dell'Autore

Massimo Villa, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Massimo Villa è assegnista di ricerca presso il Dipartimento Asia Africa e Mediterraneo, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Ha svolto attività di ricerca nel campo del patrimonio manoscritto etiopico e della letteratura di traduzione dal greco in ge‘ez (etiopico classico), penetrata in Etiopia in età aksumita (IV-VI sec.). È stato membro dei progetti di ricerca “Ethio-SPaRe: Cultural Heritage of Christian Ethiopia, Salvation, Preservation, and Research” (2014–2015) e “Beta maṣāḥǝft: Manuscripts of Ethiopia and Eritrea” (2016–2018) presso lo Hiob Ludolf Center for Ethiopian Studies (HLCES) di Amburgo. Ha conseguito il dottorato nel 2016. È segretario di redazione della rivista Rassegna di Studi Etiopici, Terza Serie, ed è membro di un progetto di catalogazione e restauro di manoscritti etiopici preservati in diverse istituzioni italiane e non ancora debitamente studiati. Attualmente sta curando l’edizione critica delle versioni etiopiche del Pastore di Erma e del Fisiologo.

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Pubblicato
May 13, 2019

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ISBN-13 (15)
978–88–6719–178–9
Data di pubblicazione (01)
2019-05-13
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doi
10.6093/978–88–6719–178–9