Camorra e polizia nella Napoli borbonica (1840-1860)

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Antonio Fiore
Università degli Studi di Napoli Federico II
https://orcid.org/0000-0001-6289-4845

Scheda

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Editore: FedOA - Federico II University Press 

Collana: Clio. Saggi di scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche

Pagine: 344

Lingua: Italiano

NBN:  http://nbn.depositolegale.it/urn:nbn:it:unina-25618

Abstract: Nel ricco campo di studi sulla criminalità organizzata nell’Italia contemporanea non si sono sviluppate ricerche originali sull’Ottocento borbonico. Questa ricerca si concentra sul fenomeno camorrista, emerso a Napoli negli anni post-Restaurazione come forte potere territoriale estorsivo, che ho studiato nelle fonti di polizia giudiziaria ben archiviate dal 1840. Nella documentazione di polizia giudiziaria si riscontra fin dai primi anni presi in esame una progressiva individuazione di camorra e camorristi da parte dei funzionari, che tendono a distinguerla dalla criminalità comune diffusa sullo stesso territorio. I casi registrati dall’istituzione si concentrano per gli anni Quaranta soprattutto sugli originari ambiti estorsivi del gioco e del carcere, con qualche rilevazione nel campo della prostituzione, mentre fin dai primi anni Cinquanta si rivela una camorra operante su molteplici aree: dai vari mercati alimentari, ai servizi di trasporto, all’oreficeria e al contrabbando. Dalla storia sociale il mio case-study si allarga alla storia politica lungo i grandi movimenti del Quarantotto. Le fonti di polizia documentano infatti interessanti casi di impegno propriamente politico di alcuni camorristi, sia per network con i liberali a Napoli, sia per la promozione di forti disordini carcerari. L’attivo coinvolgimento nel fronte costituzionale, che va avanti per tutti gli anni Cinquanta, induce una più seria attenzione della polizia verso questi gruppi criminali di potere territoriale forte nella capitale, e si avviano infatti nuove strategie repressive. Allorché nel Sessanta comincia il crollo dello Stato borbonico, i durevoli network liberali di camorristi affermati producono la ben nota cooptazione di essi nella guardia cittadina da parte del governo costituzionale di Liborio Romano. Nei primi anni postunitari, tanto le fonti di polizia quanto la prima eccellente letteratura sociologica sulla camorra documentano aspetti sociali continuativi, cui si contrappone una nuova importante percezione liberale dell’intollerabile criminalità a potere territoriale di Napoli, da reprimere con determinazione specifica, come nella futura antimafia. 

 

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Profilo dell'Autore

Antonio Fiore, Università degli Studi di Napoli Federico II

Antonio Fiore è dottore di ricerca in Storia. Si occupa di storia della criminalità (in particolare criminalità camorrista) e dell’ordine pubblico a Napoli nell’Ottocento borbonico, attraverso anche lo studio della polizia come istituzione di controllo e di disciplinamento sociale nella medesima epoca.

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Pubblicato
December 4, 2019

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ISBN-13 (15)
978-88-6887-061-4
Date of first publication (11)
2019-12-04
doi
10.6093/978-88-6887-061-4