Dall'empiriocriticismo al positivismo relativistico. Joseph Petzoldt tra l’eredità di Mach e Avenarius e il confronto con la relatività einsteiniana

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Chiara Russo Krauss
Università degli Studi di Napoli Federico II
http://orcid.org/0000-0003-0812-2996

Scheda

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Editore: FedOA - Federico II University Press 

Collana: Scuola delle Scienze Umane e Sociali. Quaderni

Pagine: 284

Lingua: italiano

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn:nbn:it:unina-26546

Abstract: Joseph Petzoldt fu il principale allievo di Ernst Mach e Richard Avenarius, nonché la fonte primaria della consuetudine di far convergere questi due pensatori entro l’etichetta di “empiriocriticisti”. Petzoldt sviluppò le idee di Mach e Avenarius in un sistema di pensiero volto a superare il dualismo e l’agnosticismo insiti nel kantismo degli ambienti scientifici tedeschi di fine Ottocento. Il pensiero di Petzoldt si regge su tre pilastri: l’empirismo radicale, secondo cui l’esperienza sensibile non è apparenza ma realtà; il principio di Eindeutigkeit, secondo cui tutto ciò che accade è univocamente determinato, e dunque necessario; e il principio di tendenza alla stabilità, che governa l’evoluzione del cosmo, inclusi gli organismi e il cervello. Petzoldt approda così al suo “positivismo relativistico”, in base al quale ogni individuo esperisce la realtà dal proprio punto di vista, ma poiché i processi conoscitivi sono determinati necessariamente dal funzionamento del cervello, ciò non impedisce una conoscenza oggettiva del mondo. Petzoldt fu inoltre uno dei protagonisti del dibattito sull’interpretazione filosofica della relatività di Einstein, sostenendo che essa fosse una conseguenza e una conferma dell’impostazione gnoseologica di Ernst Mach e, dunque, del positivismo relativistico.

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Profilo dell'Autore

Chiara Russo Krauss, Università degli Studi di Napoli Federico II

Chiara Russo Krauss è ricercatrice di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli. È principal investigator del Progetto SIR “Scientific Philosophy: Avenarius, Pertzoldt and the Berlin Group”. Nei suoi studi ha affrontato approfonditamente l’empiriocriticismo di Richard Avenarius, di cui ha curato la traduzione de Il concetto umano di mondo (2015) e delle Osservazioni sul concetto di oggetto della psicologia (2017). Nelle sue ricerche si è occupata inoltre del dibattito filosofico sullo sviluppo della psicologia scientifica tra fine Ottocento e inizio Novecento (Con Wundt, oltre Wundt, 2016).

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Pubblicato
July 2, 2020

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ISBN-13 (15)
978-88-6887-078-2
Data di pubblicazione (01)
2020-07-02
doi
10.6093/978-88-6887-078-2