A feminist critique of knowledge production

##submission.authors##

Silvana Carotenuto
Università degli studi di Napoli “L’Orientale”
https://orcid.org/0000-0003-3189-2454
Renata Jambrešić Kirin
Istituto di Etnologia e Ricerca sul Folklore a Zagreb
https://orcid.org/0000-0002-4298-9000
Sandra Prlenda
Centre for Women’s Studies a Zagreb

Scheda

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Editore: UniorPress

Collana: Materia Postcoloniale

Pagine: 240

Lingua: Inglese

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn:nbn:it:unina-26531

Abstract: Il volume è il risultato della stretta collaborazione tra l’Università di Napoli “L’Orientale” e le studiose che hanno organizzato e partecipato al corso post-laurea Feminisms in a Transnational Perspective a Dubrovnik, Croazia. Il libro presenta 15 saggi che concepiscono una critica femminista alla produzione della conoscenza, che contribuisce, oggi, volontariamente o involontariamente, a nuove forme di discriminazione, controllo delle gerarchie ed esclusione. Opponendosi allo scetticismo verso la fattibilità degli studi umanistici e sociali nell’era della ‘banking education’, della commerciabilità e della cosiddetta razionalizzazione tecnologica, questi saggi investigano le pratiche educative dell’istruzione e dell’attivismo non istituzionali. Essi attuano ‘dirottamenti’ metodologici di intervento femminista nei Black studies, Childhood Studies, Heritage studies, Visual studies, e negli studi sulla letteratura, avventurandosi in diverse possibilità di ricerca, quali la messa in discussione di archivi e storie eurocentrici. Alcune autrici riaffrontano il pensiero di Wittig sulla letteratura come un cavallo di troia tra le mura dell’accademia, la macchina da guerra la cui “ideazione e obiettivo è polverizzare le vecchie forme e convenzioni formali”. Altre ricorrono al transnazionalismo minore, alla decostruzione,  al femminismo nomadico deleuziano, alla teoria queer, alla storia orale delle donne e alla teoria del sublime femminista. Ciò che connette queste scritture impegnate è la fiducia nell’etica dell’arte e nella conoscenza decolonizzata come potente strumento contro il capitalismo cognitivo e la crescente precarizzazione delle vite umane e delle condizioni lavorative, che va di pari passo con il processo di annientamento degli studi umanistici in Europa.

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Profili

Silvana Carotenuto, Università degli studi di Napoli “L’Orientale”

Silvana Carotenuto è professoressa associata presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, dove insegna Letteratura Inglese Contemporanea, Pensiero Critico, e Studi Postcoloniali. I suoi campi di ricerca sono la decostruzione, l’écriture feminine, la poesia e l’arte visuale. Le sue pubblicazioni includono la traduzione italiana di Tre passi sulla scala della scrittura di Hélène Cixous (Roma, Bulzoni, 2002), La lingua di Cleopatra. Traduzioni e sopravvivenze decostruttive (Milano, Marietti, 2009), e la cura di “Im-possible Derrida. Works of Invention”, darkmatter (8, 2012). Di recente, ha partecipato all’International Researching BWPWAP (Black When Pluto Was A Planet): “The Reinvention of Research as Participatory Practice” (Leuphana University of Lüneberg, Germania), una conferenza e seminario PhD di preparazione al Festival ‘Transmediale’ (Berlino, Germania, 2013). Al momento conduce la ricerca su “La performance femminile in area mediterranea: un archivio digitale” (Fondi Europei), frutto del suo interesse per la questione dell’esilio, delle donne e delle tecnologie. In corso di stampa è il suo “Go Wonder’: Plasticity, Dis/semination and (the Mirage of) Revolution”, in B. Bhandar and J. Goldberg Hiller (eds.), Plastic Materialities. Legality, Politics and Metamorphosis in the Work of Catherine Malabou (Duke U.P., 2014)  e Passages d’innocence: la différence photographique dans l’œuvre de Jacques Derrida”, Études françaises, Les Presses de l’Université de Montréal (2015). [silcarot@gmail.com]

Renata Jambrešić Kirin, Istituto di Etnologia e Ricerca sul Folklore a Zagreb

Renata Jambrešić Kirin è supervisore presso L’Istituto di Etnologia e Ricerca sul Folklore a Zagreb, nel campo della letteratura orale e della storia femminile. È stata a capo del progetto Gender and Nation: feminist ethnography and postcolonial historiography (2007-2013) e direttrice nazionale della Rete di Azione COST  “Remaking eastern border in Europe” (2008-2013). È stata co-direttrice del corso post-laurea Feminisms in a transnational perspective (2007-). Ha pubblicato il libro Dom i svijet: o ženskoj kulturi pamćenja [Home and the world: on women’s cultural memory] (2008) ed è stata co-editrice di sei raccolte di papers, tra cui quattro volumi nella serie Feminisms in a transnational perspective (2008, 2009, 2011, 2013). [renata@ief.hr]

Sandra Prlenda, Centre for Women’s Studies a Zagreb

Sandra Prlenda ha studiato a Zagreb (Corso di Laurea triennale in Storia e Studi Francesi), a Budapest (Corso di Laurea Specialistica in Storia) e a Parigi ((École pratiques des hautes etudes, studi dottorali in Storia). Dal 2006 lavora al Centre for Women’s Studies a Zagreb, in Croazia, di recente come direttrice della ricerca e delle pubblicazioni. Coordina e gestisce le attività del centro in diversi campi, dai progetti multidimensionali finanziati dall’Unione Europea (eredità delle donne, memoria delle donne, sostegno alle lavoratrici tessili) e il programma di pubblicazione, ai progetti di documentazione e ricerca legati alla storia e alla memoria femministe e delle donne (eredità di Zagorka, femminismi yugoslavi). È stata editrice e co-editrice di sette limi, tra cui quattro raccolte di atti del corso Feminisms in a Transnational Perspective (2008, 2009, 2011, 2013) [Sandra.prlenda@zenstud.hr]

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Pubblicato
January 24, 2014

##monograph.miscellaneousDetails##

ISBN-13 (15)
978-88-6682-666-8
Data di pubblicazione (01)
2014-12-01
doi
10.6093/978-88-6682-666-8