Etica della potenza. Percorsi spinoziani
Keywords:
Spinoza, Etica, Desiderio, Potenza, MoltitudineSinossi

Editore: FedOA - Federico II University Press
Collana: Fuori Collana
Pagine: 234
Lingua: Italiano
Abstract: Che cosa si produce quando un classico viene sottratto alla quiete dell’esegesi reverenziale e ricondotto, con rigore, nel punto vivo del suo attrito con il presente? L’etica della potenza prende forma dentro questa domanda: non come raccolta pacificata di letture, ma come campo torsionale, soglia aperta attraversata da linee eterogenee che nell' Etica trovano insieme un centro di gravità e un punto di collisione. I contributi qui raccolti non tentano di accordare Spinoza lungo un asse esegetico monolitico; lo sforzo è piuttosto quello di ordire una trama di differenze, diffrazioni, prossimità e scarti, in cui i concetti spinoziani vengono spinti e piegati — senza mai essere snaturati — nel dialogo con altri interlocutori, altre discipline, altre urgenze del pensiero. Nato nell’ambito del Laboratorio sui classici promosso dal corso di laurea magistrale in Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il volume si articola secondo una duplice direttrice. Da un lato, l’indagine storico-filologica e concettuale dell’opera spinoziana, condotta attraverso confronti serrati con Cartesio, Hobbes, Jacobi, Hegel e Brentano, e attraversata da nuclei teorici decisivi: il mos geometricus come strumento etico e politico, la sostanza unica, gli attributi e i modi, i tre generi di conoscenza, il conatus come essenza della cosa singolare. Dall’altro, la messa alla prova di Spinoza come interlocutore del pensiero contemporaneo, in dialogo con Nietzsche, Deleuze e Guattari, Lacan, Leopardi, con il new materialism e con le teorie eco-cyborg-transfemministe. Ne emerge uno Spinoza eterogeneo e plurale, capace di attraversare matematica e ontologia, psicoanalisi e fenomenologia, letteratura, percezione e nuovi materialismi. I temi della potenza come affermazione ontologica, della liberazione dal finalismo e dalla superstizione, del desiderio come essenza dell’umano, della tirannia come condizione orizzontale della mente e del corpo, e della democrazia come forma politica della multitudo costituiscono il filo che lega l’intera raccolta. Così il volume non si offre come sintesi conclusiva, ma come traccia materiale di un’esperienza collettiva e, insieme, di espressione singolare: una composizione mobile e oscillante che, nell’autentico spirito dell’Etica, assume il testo spinoziano non come oggetto da custodire, ma come dispositivo vivo di trasformazione concettuale e pratica.
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